All’interno di una struttura riabilitativa, un laboratorio di fotografia prende forma non solo come attività artistica, ma come spazio di relazione e crescita condivisa.
Attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, i partecipanti iniziano a raccontare sé stessi, a guardare e a lasciarsi guardare, trasformando l’atto creativo in un’esperienza di conoscenza reciproca.
Le immagini scattate diventano strumenti di dialogo, occasioni per fermarsi, osservare e riflettere.
Ogni fotografia è un frammento di vita, una testimonianza personale che si intreccia con quelle degli altri, favorendo un senso di appartenenza e di comunità.
In questo contesto, la fotografia stimola una riflessione profonda sul concetto di libertà: libertà di esprimersi, di riconoscersi, di immaginare un futuro possibile.













