Polaroid & Instax

Per me la Polaroid non è mai stata soltanto una fotografia istantanea, ma un materiale vivo, fragile e imprevedibile con cui entrare in relazione. Fin dai primi anni della mia ricerca ho sentito il bisogno di andare oltre l’immagine come semplice registrazione del reale, cercando invece un linguaggio capace di trasformarsi, di accogliere il caso e l’intervento della mano.
Lavorare con i materiali Polaroid significa attraversare un territorio sospeso tra fotografia e pittura. Manipolare emulsioni, incidere superfici, intervenire durante lo sviluppo o lasciare che il tempo agisca sull’immagine fa parte di un processo creativo in cui l’errore, la trasformazione e perfino il deterioramento diventano elementi espressivi.
Non ho mai considerato la fotografia come qualcosa di definitivo o immobile. Le immagini, per me, vivono, cambiano, invecchiano e accumulano memoria, proprio come accade alle persone e ai luoghi. In questo dialogo continuo con la materia fotografica ritrovo una libertà che mi accompagna ancora oggi.

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