Queste fotografie abitano uno spazio instabile, dove il reale si moltiplica, si frammenta e si dissolve nel movimento.
Per me fotografare è anche giocare con ciò che vedo, piegare il tempo e lo spazio per dare corpo a visioni e sogni, lasciando che l’immagine si allontani dalla semplice fedeltà del reale.
Attraverso stratificazioni, scie e presenze sovrapposte, questo portfolio prova a raccontare non ciò che appare, ma ciò che vibra sotto la superficie delle cose. Le scene quotidiane diventano territori mobili, attraversati da memorie, intuizioni e percezioni in trasformazione, dove il confine tra esperienza e immaginazione si fa sottile.
Più che fermare un istante, queste fotografie cercano di attraversarlo, trasformando lo sguardo in uno spazio di libertà e possibilità. Un linguaggio visivo in cui realtà e sogno convivono, si contaminano e trovano, nell’immagine, una forma nuova.
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